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imbuteria
politica interna
28 luglio 2010
magi stra tura

roba fresca per estate calda?

Yesterday at 11:18pm

De Ritulp e la criogiustizia


di alessio quinto bernardi


Al Corriere si dedicano sovente alla riesumazione di corpi intellettuali. Quando i numerosi zombies dell'informazione che ne frequentano le pagine non sanno cosa scrivere oppure quando non si hanno argomenti e, soprattutto, proprie valide motivazioni a supportarli, si ripesca qualche vecchia personalità (meglio se già defunta) per dare forma all'aria fritta che deve essere messa in qualche modo nero su bianco. Ed è così che, mediante un forzato e sotteso parallelismo tra l'epoca pre-Tangentopoli ed i giorni nostri, Giuseppe De Rita, da novello dottor Tulp, scomoda dall'ossario, non volutamente (per il defunto) e con piglio rembrandtiano, il trapassato Adolfo Beria D'Argentine. De Ritulp ne storpia il pensiero come si fa con un cadavere sul tavolo autoptico per una lezione d'anatomia. Ex cathedra ammonisce che "il mestiere del magistrato impone una comprensione del mondo senza appartenere ad esso", una sorta di weltanschauung marziana, in quanto "una cautela e un distacco per le quotidiane contingenze sono sempre necessari".
Il coroner di via Solferino procede con le cinque tappe autoptiche che sostanziano l'esame, volto ad offrire "un'idea attuale di giustizia", la criogiustizia, che nasce dal "bisogno della terzietà".

La prima tappa o assioma prevede che "il magistrato deve avere coscienza del mondo che gli sta intorno e deve capire come cambiano identità, interessi, comportamenti, conflitti di tipo collettivo". Dunque non deve avere come riferimento la legge ed in accordo ad essa perseguire i reati commessi, ma deve essere un po' psicologo e un po' profiler, ma anche sociologo con attenzione etologica, "altrimenti è soggetto cieco prima ancora che inerte", una mummia infasciata con la toga al posto delle bende.

Nella seconda tappa si introduce il concetto di crio-giustizia ovvero "la consapevolezza della assoluta necessità per il magistrato (e per l'ordine giudiziario) di avere testa fredda nei momenti caldi della società". Se si riesce ad avere il cervello freddo, magari congelato, si otterrano ottimi risultati, ad esempio, un encefalogramma piatto. Invero Beria D'Argentine all'alba di Mani Pulite diceva "Bisogna avere il cuore caldo, ma la testa fredda" come a dire che il calore generato dallo scontato risentimento per cotanta corruzione non deve interferire con la ludicità e la freddezza con le quali le indagini dovevano essere condotte. Se la società si riscalda, perchè prende coscienza del danno che riceve dal crimine diffuso e generalizzato, principalmente riguardo l'amministrazione pubblica, è, al contrario, un sintomo di civiltà: il cittadino invoca il ripristino della legalità.

Sempre nel solco del cervello congelato si enuncia il terzo assioma: "il giudice non deve fare giustizia ma amministrare la giustizia". Detta così, potrebbe anche parere, con qualche ombra tautologica, un'affermazione condivisibile: Santi Licheri (diobò, anche io ora mi metto a scomodarere i morti) non è Paul Kersey, il giudice non è il giustiziere. Salvo poi esplicitare che vi è il rischio "ancora oggi molto attuale" che il giudice possa essere mosso dal "protagonismo ansioso di fare giustizia". Questi magistrati scova-cricca e scoperchia-p3 devono essere proprio delle prime donne, vittime di un ego ipertrofico e chiaramente giustizialista. Farebbero bene a prendere esempio dalla terzietà e dal non appiattimento manifestato dagli amici di Verdini et co. Vergonga!

Nella quarta tappa vengono stabiliti per il magistrato secondo De Ritulp "l'esigenza ed il bisogno collettivo della terzietà". Si precisa che quest'ultimo termine non è "molto di moda nell'attuale dinamica sociopolitica, tutta fatta di contrapposizioni così antagonistiche che chiunque si metta in mezzo rischia l'odio dell'una o dell'altra parte". Ne consegue che o ci si appiattisca troppo sulle posizioni dell'accusa o su quelle della difesa. E poi non vuoi tener conto dell'odio e del suo network, al quale sembrerebbero annettersi anche pezzi di magistratura. Ma noi non abbiam paura! Per fortuna la tap-politica c'ha insegnato che "l'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia". E di questo ne facciamo atto di fede. Amen!

Con la quinta tappa si raggiunge l'acmè della lectio magistralis di De Ritulp. Il freddo medico legale intinge il bisturi nell'inchiostro e predica "la insularità del mestiere di magistrato" che corrisponde al "saper essere solo senza dover dar conto del suo operare alla cerchia dei suoi amici, ai soci del suo circolo, ai sodali delle sue associazioni"(od anche alla sua loggia). Tra tutte le tappe questa è stata quella maggiormente perfezionata. L'isolamento che il giudice dovrebbe ricercare, ora, gli viene addirittura imposto. E' tanto solo, che gli tolgono pure le sue inchieste per finalizzare in maniera definitiva la sua solitudine, come ci hanno ampiamente dimostrato le vicende di De Magistris, della Forleo, di Apicella, della Nuzzi e di Verasani: una vera e propria end-sol-ung. Tutto questo perchè allorquando si iniziano a scoprire dei reati e dei sistemi criminali, bisogna intervenire e far sì che "l'istituzione giustizia riacquisti la sua legittimità sociale e politica".

Drin Drin, la lezione è finita. Attendiamo gracchianti il prossimo cadavere da esaminare dopo quello della giustizia.



spiegarci che senso di individuato nella ferita e da essa estirpato.


L'editoriale di De Rita è qui:
http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_27/giustizia-adolfo-beria_9b26b2f0-993e-11df-882f-00144f02aabe.shtml


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diritti
24 gennaio 2010
così é

L'ITALIA CENSURA LA DIFFUSIONE DI VIDEO IN INTERNET

Separa
Le Nouvel Observateur

Un decreto impone ormai un’autorizzazione per poter diffondere dei filmati sulla rete. L’opposizione critica un attacco alla libertà d’espressione.

In Italia i video su internet hanno i minuti contati. Secondo un decreto adotatto dal Parlamento italiano e che entrerà in vigore il prossimo 27 gennaio, al fine di “diffondere e distribuire su internet immagini animate, accompagnate o meno dal sonoro”, è ormai obbligatoria un’autorizzazione rilasciata dal ministero italiano delle Comunicazioni.

“La legge assoggetta la trasmissione di immagini sulla rete alle stesse regole caratteristiche della televisione, che richiedono ad ogni diffusione un’autorizzazione preliminare rilasciata dal ministero delle Comunicazioni, è una limitazione incredibile al modo di funzionamento di internet”, ha ricordato sul suo blog Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e membro dell’opposizione. “Tale decreto è un vero e proprio scandalo”, ha aggiunto.

Siti di condivisione di video, come YouTube, saranno sottoposti agli stessi obblighi a cui è sottoposta la RAI.


“L’applicazione di una direttiva europea”

La legge è già largamente condannata dall’opposizione, da differenti associazioni così come da aziende del digitale, che parlano di un attacco alla libertà d’espressione.
Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, insiste sul fatto che “questa legge non è altro che l’applicazione della direttiva europea 2007/65/CE

Per Nicola D’Angelo, commissario dell’autorità delle Comunicazioni, tale legislazione è contraria allo spirito della direttiva europea. L’Italia diviene “l’unico paese occidentale nel quale è necessaria un’autorizzazione preliminare del governo prima di utilizzare questo genere di servizi”, aggiunge. “Questo aspetto costituisce un rischio per la democrazia.”

Dal canto suo, l’associazione per la difesa della libertà d’espressione Articolo 21 denuncia delle “restrizioni” che “impediranno la testimonianza della vita degli italiani sotto forma d’immagini animate su internet.”

Paolo Romani si difende: “Il decreto non intende censurare l’informazione sulla rete, e ancora meno influire sulla possibilità d’esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso blog, reti sociali.”

Conflitto d’interessi per Silvio Berlusconi

Altri puntano sul conflitto d’interessi di fronte a cui si trova Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e proprietario della rete televisiva Mediaset. In effetti, con questa nuova legge, i siti di condivisione di filmati saranno privati degli estratti di trasmissioni diffuse sui canali del gruppo Mediaset. Mediaset ha accusato YouTube di violazione dei diritti d’autore, citandolo per 500 milioni di euro. (Ho tolto il “che” perchè secondo me il giornalista ha fatto casino)

Google, proprietario di YouTube, in un’intervista a bloomberg, si è dichiarata “un po’ inqueta” per la nuova legge italiana.

Inoltre, il gruppo non ha così più da temere la concorrenza delle televisioni su internet. Per Alessandro Gilioli, giornalista e blogger di L’Espresso, questa legge mira a polverizzare la concorrenza delle TV sulla rete. “È il metodo Berlusconi [...] ammazzate i vostri nemici intanto che sono piccoli. Ecco perchè tutti quelli che fanno TV-internet, devono ottenere un’autorizzazione dal Governo e superare una miriade di barriere amministrative”, osserva.

In attesa, il decreto deve essere mandato dall’opposizione dinanzi il Consiglio di Stato italiano.

Fonte: http://italiadallestero.info/archives/8766
diritti
11 novembre 2009
h2o
http://www.acquabenecomune.org/

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9 novembre 2009
non processate bob marley
Con il pretesto dell'art 79 della legge Fini-Giovanardi rinforzato negli atti da pericolose affermazioni che criminalizzano la cultura reggae e il rastafarianesimo, il Rototom Sunsplash è indagato per "agevolazione all'uso della marijuana".

In questo modo si vuole cancellare uno dei più importanti festival di musica e cultura d'Europa e si rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe andare a colpire non solo il movimento reggae, ma anche tutti coloro che fanno attività culturale libera e aperta in Italia.

Diciamo no criminalizzazione del Rototom Sunsplash e di tutti i luoghi di cultura.

"Non processate Bob Marley" è una battaglia di libertà

Venerdì 13 novembre 2009 – ore 18
Piazza Matteotti & Piazza Lionello – Udine


Per aderire scrivi a freedom@rototom.com


QUI il flyer in italiano

HERE the english flyer


Prima sono venuti a prendere gli zingari, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo zingari; poi sono venuti a prendere gli ebrei, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei; poi sono venuti a prendere i comunisti, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti; poi sono venuti a prendere gli omosessuali, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali; infine sono venuti a prendere noi, e non c'era più nessuno capace di protestare.
(liberamente ispirato a una poesia di Martin Niemöller)

da iggy su imbuteria.ning
ricevuto e volentieri diffuso
spettacoli
7 novembre 2009
all'ultimo minuto su milano
"LA BELLA ADDATA" & "CAPPUCCETTO GROSSO"

tratte dalla rassegna
DOWNANDERSEN

2 fiabe di tale spessore interpretate dagli
ANTICHI FIABIERI

sotto l'egida di
MUSICAPERBAMBINI
intervallata da brani di
MUSICAPERBAMBINI

dove?
All'Atomic bar di Milano

quando?
domani sera, domenica 11 novembre...

accorrete numerati!
diritti
13 ottobre 2009
creativi per la net neutrality
I punti chiave: perché il Parlamento Europeo non deve accettare il pessimo testo del Consiglio
ott 13 2009
Posted by Paolo Brini

Gli avvocati dell’Unione hanno dato il loro parere legale: l’emendamento 138 ha problemi e deve essere cancellato. Tuttavia i loro argomenti legali appaiono inconsistenti. Inoltre esistono forti argomenti politici e di principio sulle libertà fondamentali che rendono i testi del Consiglio e della Commissione inaccettabili. 
Ecco quello che gli europarlamentari devono sapere.Gli argomenti degli avvocati contro l’emendamento 138 e a favore del testo del Consiglio, che abbiamo ampiamente riportato, sono stati consegnati solo in serata agli europarlamentari. In queste condizioni, non è umanamente possibile per loro ponderare attentamente argomentazioni e contro-argomentazioni. Ecco perché è molto importante che essi sappiano quanto segue, che dimostra come l’emendamento 138 è perfettamente legale, che al massimo necessita di alcuni ritocchi, e che il testo del Consiglio non deve essere accettato supinamente.

1) Il servizio legale del Parlamento Europeo ha prodotto un’analisi che giustifica l’abbandono dell’emendamento 138 a favore di un pessimo testo di compromesso. L’analisi conclude a favore del testo di compromesso senza nemmeno prendere in considerazione la parte terrificante in cui si configura la “prevenzione e l’individuazione dei crimini” come eccezione ad un equo processo. Nel complesso, il testo proposto assume che il diritto ad un equo processo sia opzionale, e che tale opzione possa essere esercitata a discrezione dei Paesi Membri, come se il diritto ad un equo processo venisse a cadere per coloro che utilizzano Internet.

2) Tutti gli argomenti dell’analisi del servizio legale possono essere demoliti, in particolare quelli che si riferiscono all’articolo 95 del Trattato dell’Unione Europea. Si noti innanzi tutto che l’argomento secondo il quale l’emendamento non dovrebbe interferire con le competenze in materia giudiziaria non è credibile, in quanto, fra gli esempi possibili, le disposizioni della Direttiva sul Copyright, regolarmente in effetto, obbliga gli Stati Membri ad assicurarsi che i detentori dei diritti possano rivalersi di fronte alle corti nazionali. La direttiva IPRED è stata adottata esattamente sulla base dell’articolo 95 CE, che è anche l’articolo rilevante ai fini del Telecoms Package e dell’analisi legale.In questo caso, il Parlamento ha l’innegabile diritto di adottare l’emendamento 138 che in effetti si riferisce alla regolamentazione delle telecomunicazioni. Esso è situato all’interno dell’art. 8.4 della direttiva quadro che elenca i diversi principi che le autorità regolatorie nazionali dovrebbero seguire per promuovere gli interessi dei cittadini europei. L’emendamento 138 pertanto protegge i consumatori contro cattive pratiche commerciali e contro l’abuso di sanzioni amministrative. Mira semplicemente ad evitare una restrizione discrezionale dell’accesso ad Internet per gli utenti finali che potrebbe essere unilateralmente decisa dagli operatori delle telecomunicazioni o da autorità amministrative. L’Unione Europea non dovrebbe perdere l’opportunità di salvaguardare i diritti fondamentali e le libertà di tutti gli utenti di Internet, in particolare in un pacchetto che contiene una direttiva specificamente mirata a proteggere i diritti dei consumatori.Ne consegue che l’emendamento 138 contribuisce al funzionamento del mercato interno e che il suo scopo è conforme all’art. 95 CE.- negli Stati Membri in cui il potere giudiziario è separato da quello legislativo e da quello esecutivo (cioè in tutte le democrazie reali) solo un magistrato ha la competenza di decidere in merito alla restrizione delle libertà fondamentali;- solo un magistrato può stabilire se le eccezioni alla libertà di espressione e di informazione sono proporzionate.

3) Le istituzioni europee hanno premuto molto per ratificare il Trattato di Lisbona. Quando esso sarà in vigore, al Parlamento sarà garantito un potere molto più ampio in merito alle libertà e ai diritti civili. In particolare, come conseguenza degli articoli 69 E e 69 D del Trattato modificato, il Parlamento avrò presto pari poteri con il Consiglio in merito agli affari giudiziari. Pertanto, non ha senso che il Consiglio ora mini il potere del Parlamento su una futile questione di competenza, e anche se per assurdo il Parlamento non avesse in questo momento la competenza adeguata (cosa che invece ha come dimostrato dal punto 2), ciò non sarà più vero entro pochissimo tempo.

4) Oltre agli argomenti legali, non è tollerabile che un compromesso venga proposto in questo modo, con l’aiuto di un corpo amministrativo e oltre tutto sulla base di un’analisi legale consegnata solo poche ore prima di un meeting che sarà seguito da un trilogo cruciale per la procedura di conciliazione.

5) Se sono necessari adattamenti all’emendamento 138, questi devono avvenire nel normale processo di conciliazione permettendo al Parlamento di intervenire. Per esempio, se la definizione di “diritti e libertà fondamentali” è troppo ampia, si può cambiare specificando quali libertà fondamentali non dovrebbero essere violate. Se l’articolo citato nell’Emendamento 138 appartenente alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione deve essere cancellato perché la Carta non è stata firmata dal Regno Unito, si può cambiare con l’art. 10 sulla libertà di espressione, assolutamente equivalente, della Convenzione dei Diritti Umani, che è stata sottoscritta da tutti i Paesi Membri.

6) Il Parlamento deve intervenire attivamente nel processo di conciliazione al fine di difendere le libertà fondamentali dei cittadini che rappresenta. Accettare un testo scritto unilateralmente non è un compromesso: è semplicemente una dichiarazione di resa che significa che il Consiglio dei Ministri dell’Unione è l’unico organo che realmente governa, e che il Parlamento non ha alcun potere. Si affermerebbe il principio secondo il quale non importa con quale maggioranza un certo articolo venga adottato in prima e seconda lettura: alla fine conterebbe solo la versione del Consiglio. Il Parlamento deve semplicemente esercitare i propri poteri per non essere relegato ad un ruolo privo di ogni credibilità.

Fate sapere agli europarlamentari tutte queste cose prima delle ore 11 del 13 ottobre. Vi potrà sembrare assurdo, ma invece sarebbe normalissimo che gli stessi membri del comitato di conciliazione non siano al corrente di tutto quanto sopra riportato, semplicemente perché l’analisi legale è stata loro consegnata solo poche ore fa, e non tutti, giustamente, lavorano di notte come certi attivisti…


Creatives 4NN, 
Creativi per la Neutralità della Rete.

RomeEuropa FakeFactory e Movimento Scambioetico danno il via oggi 12 ottobre 2009 all’iniziativa “Creativi per la Neutralità della Rete” con cui si chiede a tutti i cittadini della rete di esprimere la propria creatività sui temi della Neutralità della Rete messa in discussione da alcune norme del Pacchetto Telecom dibattuto presso le istituzioni Europee nonostante la chiara volontà di difesa delle libertà fondamentali espressa dal Parlamento Europeo.
L’iniziativa è rivolta a tutte le comunità e singoli utenti della rete, primi fra tutti gli utenti del file sharing capri espiatori della normative contenute nel Pacchetto Telecom, a cui viene chiesto di creare brani musicali, video, banner, rappresentazioni grafiche, poesie e comic strips su uno i più temi a scelta fra Neutralità della Rete (principio base per lo sviluppo di una rete libera), Mere Conduit (principio legale sulla responsabilità del puro trasporto), Emendamento 138 del Pacchetto Telecom (rimasto ultimo emendamento del Pacchetto a difesa della privacy e della libertà di informazione e di espressione) e Legalizzazione del P2P senza scopo commerciale (per affrontare il fenomeno attraverso l’utilizzo di licenze collettive e la riforma del copyright), al fine di avviare una campagna internazionale per porre all’attenzione dei Cittadini europei l’importanza di questi temi per il futuro della Rete.TNT Village ha immediatamente recepito l’iniziativa ed ha invitato gli utenti a partecipare.

Tutte le informazioni e chiarimenti per partecipare sono presenti sul sito del REFF nella sezione “Creativi per la NetNeutrality” (Creatives 4NN) oppure scrivendo alle seguenti email
Yanfry: cerebus1 at gmail.com
Oriana: oriana.persico at gmail.com
Salvatore: xdxd.vs.xdxd at gmail.com

da scambio etico
musica
10 ottobre 2009
mrs.ingram
hanno vinto la Serata finale Very School Music! hanno strabiliato! cuccioli di rock crescono...

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consumi
10 ottobre 2009
15 ottobre blog action day BAD
televisione
3 ottobre 2009
3.10

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diritti
1 ottobre 2009
3 ottobre 2009
Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.

L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carluccicontro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano etrattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.
Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata.

Muovendo da tali premesse 
riteniamo importante che la blogosfera e la Rete italiana partecipino alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di informazione, sottolineando che esiste una “questione informazione in Rete” che non può e non deve passare inosservata perché se la libertà della stampa concerne il presente quella della blogosfera riguarda, oltre il presente, il futuro prossimo di ciascuno di noi.
L’auspicio è pertanto che quanti hanno a cuore le sorti dell’informazione in Rete, il 3 ottobre aderiscano alla manifestazione chiedendo alla politica che, in futuro,
ogni iniziativa governativa o legislativa si ispiri a questi elementari principi di libertà e democrazia che costituiscono la versione moderna dell’art. 11 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino:
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi per l'uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, 
pubblicare in Rete liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.
Nessun sito internet può formare oggetto di sequestro o di altro provvedimento che ne limiti o impedisca l’acceso se non in forza di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un giusto processo.

L’attività di informazione on-line di tipo non professionistico e non gestita in forma imprenditoriale 
è libera ed il suo svolgimento non può essere soggetto ad alcun genere di registrazione o altro adempimento burocratico.
La disciplina sulla stampa e quella sull’editoria non si applicano alle attività di informazione on-line svolte in forma non professionistica ed imprenditoriale.
Nessuno deve venir molestato per le sue opinioni, fossero anche sediziose, purché la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla legge

dirittoallarete aderisce alla manifestazione di roma: http://dirittoallarete.ning.com  

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